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Caronte

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Caronte è l'antico Traghettatore dello Stige, il grande fiume che separa il Metaverso Luminoso dal Metaverso Oscuro. Figura leggendaria, conosciuta fin dall'antichità come il custode del passaggio tra i mondi, continua a svolgere il proprio incarico a bordo di una vecchia imbarcazione, accompagnando le anime autorizzate ad attraversare uno dei confini più pericolosi dell'intero Metaverso.

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Il suo aspetto è quello di un uomo anziano, dal volto segnato dal tempo, spesso avvolto in un lungo mantello scuro che ne nasconde i lineamenti. La sua voce profonda e cavernosa sembra provenire da un'epoca lontanissima. Parla lentamente, senza fretta, con l'atteggiamento di chi ha assistito a innumerevoli avvenimenti e non ha più motivo di lasciarsi impressionare facilmente.

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Caronte è un Demone, ma non è un combattente e non svolge incarichi militari. La sua funzione è completamente diversa: amministrare il passaggio attraverso lo Stige, un territorio neutrale nel quale vigono regole particolari. La sua esistenza deriva da un'antichissima collaborazione tra Arconti e Arcangeli, dalla quale ha ricevuto un compito preciso e un'autorità che non dipende direttamente da nessuna delle due fazioni.

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Sul fiume è lui a stabilire le condizioni del passaggio. Conosce i lasciapassare, i percorsi consentiti e le limitazioni imposte ai viaggiatori. Non tutti possono salire sulla sua barca e nessuno dovrebbe sottovalutare ciò che significa attraversare quelle acque, popolate da creature capaci di rendere impossibile qualsiasi tentativo di passaggio senza la sua guida.

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Ma il vero potere di Caronte non consiste soltanto nel governare la propria imbarcazione. Nello Stige possiede una conoscenza straordinaria di ciò che accade intorno a lui. È in grado di leggere i pensieri dei passeggeri, anche quelli che cercano di nascondergli, e di comprendere intenzioni e segreti che nessuno ha pronunciato ad alta voce.

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Questa capacità rende le conversazioni con lui particolarmente inquietanti. Caronte non ha bisogno di interrogare direttamente chi trasporta: spesso conosce già le risposte. Preferisce lasciare che siano gli altri a parlare, oppure pronuncia frasi apparentemente innocenti che costringono il suo interlocutore a interrogarsi su quanto il Traghettatore sappia realmente.

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Il suo carattere è difficile da interpretare. Può apparire freddo, distante, persino minaccioso, ma non manifesta necessariamente ostilità verso chi incontra. Sa essere ironico, talvolta provocatorio, e possiede una particolare abilità nel mescolare informazioni autentiche, allusioni e affermazioni delle quali non è sempre possibile comprendere immediatamente il significato.

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A differenza di molti Demoni, non sembra interessato a conquistare territori, esercitare il potere sugli altri o partecipare alle guerre che coinvolgono i mondi. La sua autorità è circoscritta allo Stige, ma all'interno di quel territorio è assoluta. È una creatura consapevole del proprio ruolo e dei limiti entro i quali esso si esercita.

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Esiste da tempi immemorabili e il suo incarico sembra non conoscere interruzioni. Il trascorrere delle ere, le trasformazioni dei mondi e il susseguirsi delle generazioni non hanno cambiato la sua funzione. Ogni viaggio, ogni anima e ogni attraversamento sono parte di un compito che appare destinato a durare quanto il Metaverso stesso.

Eppure Caronte rimane una figura enigmatica, impossibile da comprendere completamente attraverso la sola appartenenza al mondo demoniaco.

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Nel Metaverso di Nothing rappresenta il confine tra due realtà, ma anche il limite delle certezze con le quali siamo abituati a giudicare chi ci sta davanti.

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Perché conoscere la natura di una creatura non significa necessariamente conoscere i suoi pensieri, le sue intenzioni o ciò che custodisce dentro di sé.

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E Caronte, che conosce i pensieri di tutti coloro che attraversano il suo fiume, rimane forse uno dei personaggi dei quali è più difficile conoscere i pensieri.

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