
Nothing: the Book
Libro 1 - Il Nulla
Korvo è uno psicopompo, un viaggiatore capace di muoversi ai confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Gli è stato affidato un compito: guidare due Viaggiatori verso Nothing. Non sa ancora esattamente dove quel percorso li condurrà, ma conosce la prima necessità del viaggio: liberare la mente dal Nulla che la occupa, creare spazio per qualcosa di diverso e, forse, arrivare un giorno oltre Nothing. Li aspetta al Vecchio Mulino, un antico portale della Zona Sestrese.
Il racconto però non procede lungo una sola linea temporale. Nell’ottobre del 2020, all’Intermezzo Temporale Poco-Corretto, il Sig. Mah cerca di mettere ordine negli avvenimenti insieme all’Orologiaio. Non sa nemmeno da dove cominciare: dall’inizio, dalla fine o da un punto qualsiasi del percorso. L’Orologiaio gli suggerisce la soluzione più semplice: scrivere ciò che ha visto, come in un diario, tentando di dare un senso a ciò che sembra non averne.
In quei mesi il mondo è profondamente cambiato. La Tana, luogo protetto dove Manipolatori, Frangitori e Cenobiti non riuscivano a esercitare il proprio controllo, non esiste più. Il Sig. Mah vede una società dominata dalla paura, dal condizionamento e da regole che sembrano progressivamente sottrarre libertà e capacità di scelta. Nel linguaggio di Nothing, i Manipolatori determinano le regole, i Governanti le trasformano in leggi, i Frangitori agiscono sulle menti, mentre i Cenobiti costituiscono il braccio repressivo dei Manipolatori: figure dall’aspetto umano, programmate per imporre le loro regole ed eseguire gli ordini senza esitazione. È dentro questo scenario che il significato di Nothing comincia a diventare più chiaro: non un luogo da raggiungere semplicemente con il corpo, ma un azzeramento delle sovrastrutture accumulate nella mente, necessario per distinguere ciò che conta davvero da ciò che è stato imposto dall’esterno.
Il diario torna quindi indietro, al febbraio del 2020, quando il viaggio deve ancora cominciare davvero. I due Viaggiatori si incontrano nella notte mentre il mondo intorno a loro appare già attraversato da qualcosa che non riescono ancora a comprendere. Korvo li raggiunge al Vecchio Mulino e parla in Esperanto, lingua che ha scelto perché appartiene idealmente a tutti e a nessuno. Le sue parole sono inquietanti: nulla sarà più come prima; devono evitare di esporsi, imparare a pensare, cercare persone simili a loro e non permettere ai Manipolatori di capire chi sono.
Poi arriva l’indicazione che dà realmente inizio al percorso: devono creare il Nulla dentro di loro, perché solo facendo spazio potranno costruire qualcosa di nuovo. L’Orologiaio ha riattivato quello che Korvo chiama Vettore della Speranza. I Viaggiatori non comprendono ancora cosa sia davvero un Vettore; per il momento possono soltanto interpretarlo come volontà di capire, desiderio di cambiare e forza necessaria per continuare. E soprattutto possono fare una cosa molto semplice: seguire Korvo.
Cominciano così ad attraversare la notte. Scendono lungo una piccola strada, cercando di evitare i Cenobiti, raggiungono una crosa che passa sotto l’autostrada e proseguono lungo il torrente Cantarena. Davanti a loro c’è il Vecchio Mulino. Non sanno ancora cosa troveranno né quanto durerà il viaggio. Sanno soltanto che stanno lasciando dietro di sé un mondo pieno di Nulla per tentare di raggiungere Nothing, e che forse la parte più importante non sarà la destinazione, ma ciò che scopriranno lungo la strada.


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