
Nothing: the Book
Libro 2 - Il Vecchio Mulino
Raven e il Sig. Mah raggiungono il Vecchio Mulino seguendo il torrente Cantarena. Poco prima Raven scatta una fotografia apparentemente insignificante, vicino a dei bidoni della spazzatura. Alla perplessità del Sig. Mah risponde che un giorno quella foto potrebbe servire per raccontare il viaggio: forse nascerà un racconto, forse addirittura un libro. È uno dei primi momenti in cui ciò che stanno vivendo sembra sapere, prima ancora dei protagonisti, che dovrà essere ricordato.
Il Vecchio Mulino appartiene a uno di quegli spazi che il libro chiama Intermezzi di Tempo: zone sottratte al normale scorrere del tempo, rimaste sospese mentre tutto intorno continuava a cambiare. Nel racconto, il Mulino conserva la memoria di un territorio che ha resistito alla progressiva perdita della propria identità e per questo era stato trasformato dai Manipolatori nella prima Prigione Spazio-Temporale. Il tentativo fallì e il luogo venne abbandonato, restando nascosto dentro il proprio tempo, decadente e insieme affascinante.
Ma i Manipolatori hanno lasciato qualcosa dietro di loro: un portale. Qualcuno riuscì a nasconderlo e proteggerlo, lasciando nel Mulino la chiave necessaria per utilizzarlo. Raven e il Sig. Mah non conoscono ancora davvero la natura di quel passaggio; sanno soltanto che proprio lì il loro viaggio deve continuare. Solo più avanti sarà possibile comprendere pienamente la natura del Vecchio Mulino e il ruolo che quel luogo avrà nei passaggi tra i mondi. Per ora, per Raven e il Sig. Mah, resta soprattutto una soglia verso qualcosa che ancora non conoscono.
Nel presente dell’ottobre 2020, intanto, il Sig. Mah continua a raccontare tutto all’Orologiaio nell’Intermezzo Temporale Poco-Corretto. Il contrasto fra i due tempi diventa sempre più evidente: mentre il viaggio originario procede verso l’ignoto, nel presente il mondo appare già trasformato. La Tana non esiste più e Dissidenti, Liberi Pensatori, Artisti e Cuori Sanguinanti si mescolano a una società che sembra essersi adattata senza quasi accorgersene alle nuove regole. Per il Sig. Mah non si tratta più di qualcosa di provvisorio: teme che sia in corso una trasformazione capace di cancellare definitivamente gli spazi nei quali era ancora possibile essere diversi.
Al Vecchio Mulino, però, il viaggio riprende. Korvo annuncia che stanno raggiungendo un confine e che presto incontreranno qualcuno chiamato il Viandante, destinato a consegnare loro indicazioni e qualcosa di importante. Poco dopo la lunga crosa che costeggia il Mulino comincia a cambiare davanti ai loro occhi. Non compare nessuna porta luminosa, nessun arco magico: il portale è la strada stessa. La crosa sembra tremare, assume una colorazione cremisi e diventa un passaggio verso un altro spazio.
Da quel passaggio appare il Viandante. Non ha l’aspetto di una creatura mostruosa o soprannaturale: sembra semplicemente un uomo, difficile da collocare in un’età o in un luogo preciso, ma possiede una presenza capace di mettere immediatamente soggezione. Raven e il Sig. Mah non sanno chi sia né da dove venga. Il Viandante si limita a presentarsi:
ha qualcosa da dire loro e qualcosa da consegnare.


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