
Nothing: the Book
Libro 10 - Il Silenzio Intero
La storia riparte dalle Scintille.
La prima è il Jolly. Vive da un tempo indefinito in una piccola casa appartenente a una dimensione nella quale il tempo scorre in modo diverso. Ogni giorno apre un baule impossibile, pieno di oggetti provenienti da altri luoghi e da altri tempi, cercando una chiave capace di aprire una piccola porta. Oltre quella porta dovrebbe trovarsi il ritorno al Mondo Cardine.
Il Jolly conosceva la Resistenza già prima di essere imprigionata. Era Artista, Cuore Sanguinante, Libero Pensatore e Dissidente contemporaneamente: esattamente ciò che il Sig. Mah cercava senza sapere ancora chi fosse. I Frangitori la consideravano troppo pericolosa per lasciarla libera e, dopo essere riusciti con enorme difficoltà a neutralizzarla, avevano bloccato il suo corpo in una casa vicino a un cimitero e proiettato la sua mente in quella dimensione accelerata, rendendola praticamente irraggiungibile anche per chi sapeva muoversi nel Tempo.
La seconda Scintilla è la Strega-Locandiera.
Dopo il consolidamento dei mondi, la Resistenza sembra distrutta. Molte persone sono scomparse, altre hanno smesso di lottare, ma la Strega-Locandiera sa che la Cattedrale non è completamente morta. Il suo cuore continua a pulsare, il Sacerdote è ancora nascosto al suo interno e il Banconiere della Tana riesce a mantenere vivi alcuni Intermezzi Temporali: la Maddalena 3DC, il Corso Nero, il GGiaBotti e la Piccola Cattedrale.
Per questo la Strega-Locandiera decide di ricominciare. Cerca la Principessa Diamante, ormai priva del Dono, e insieme a lei tenta di riorganizzare una nuova Resistenza.
La terza Scintilla è la Sacerdotessa.
È lei a mantenere in vita la Piccola Cattedrale, uno degli Intermezzi Temporali più anomali mai incontrati. Attraverso quel luogo la Ciurma del Corso Nero e la Principessa Ciliegia riescono a uscire dal loro tempo blindato del 1809 e a comparire nel Mondo Cardine sotto forma di Spettri, imperversando nella Zona Storica e rendendosi praticamente imprendibili per Cenobiti e Frangitori. La Sacerdotessa è riuscita persino a creare un collegamento con Emphatia, grazie anche alla propria antica conoscenza con l’Orologiaio.
Ma per comprendere come si sia arrivati a quel mondo bisogna tornare ancora una volta al 31 luglio 2020, mentre nella Cattedrale la Resistenza osserva sul Monitor Temporale ciò che sta accadendo alla Tana.
Il Sig. Mah crede di conoscere il piano dei Manipolatori. Deve impedire che la Principessa Diamante raggiunga la fine del ponte, evitare i Cenobiti e la Dama di Corte e portarla via utilizzando una piccola barca.
Non sa però che è già in corso una Terza Variante.
Due Frangitori seduti a un tavolo controllano un minuscolo Drone-Zanzara. La tecnologia proviene dagli Asura e trasporta un Marchio speciale, diverso da quello destinato alla popolazione. È stato preparato per persone come la Principessa Diamante e agisce precisamente nella zona mentale nella quale risiedono capacità come il Dono.
La zanzara punge la Principessa pochi istanti prima che lasci la Tana.
Lei quasi non se ne accorge.
Ma il Marchio comincia immediatamente a isolare il Dono dal resto della sua mente.
Sul ponte arrivano i primi capogiri.
Poi un altro.
Poi un terzo, devastante.
La Principessa perde l’equilibrio, tenta di afferrare la ringhiera e batte violentemente la testa. Per un istante entra ancora nel sogno dentro il sogno insieme a Mignino e al Sig. Mah. Il passaggio delle immagini di Emphatia riesce appena prima che il Dono diventi completamente irraggiungibile.
È l’ultimo frammento del futuro nel quale la Resistenza potrebbe ancora vincere.
Accanto al ponte è ormeggiata una vecchia barca marrone, quella che il Sig. Mah aveva pensato di utilizzare per aggirare i Cenobiti via mare. Poco dopo scoppia il temporale. Un fulmine spezza la corda che la tiene ancorata e la barca si allontana lentamente dal ponte, fino a scomparire nella pioggia verso l’orizzonte.
Nel Mondo Cardine, davanti al monitor della Cattedrale, la Principessa Diamante vede sé stessa precipitare verso le acque di Bergderbil. Comprende che qualcosa è andato terribilmente storto.
Prima di uscire con la Strega-Locandiera, però, compie un ultimo gesto.
Raggiunge il bagno e lascia aperto un rubinetto.
Una goccia ogni dieci secondi.
Dentro quell’acqua deposita ciò che le resta del proprio Dono, il proprio cuore, trasformando quelle gocce nel battito cardiaco della Cattedrale.
Poi la Resistenza scompare.
La Cattedrale si svuota.
Rimane il Silenzio Intero.
Ma le gocce continuano a cadere.
E dentro la Cattedrale rimane anche il Sacerdote.
Nel frattempo il Sig. Mah riesce a strappare la Principessa dalle acque.
Lei si risveglia, ma la porta mentale che conduceva al Dono non esiste più. Al suo posto trova soltanto un muro.
I Frangitori arrivano con ottanta Cenobiti, la osservano e comprendono immediatamente ciò che è successo.
Per loro l’Operazione Emphatia è conclusa.
La Principessa non serve più.
La lasciano andare.
I Manipolatori hanno vinto senza nemmeno bisogno di catturarla.
La Principessa, stanca e svuotata, dice soltanto di voler tornare a casa.
Il Sig. Mah rimane solo mentre il Tempo corre verso il consolidamento definitivo.
Anche l’Orologiaio e il Viandante compaiono un’ultima volta. Il Sig. Mah riconosce finalmente nel Viandante una parte di sé stesso: domanda e risposta, guida e Viaggiatore nello stesso momento.
Poi anche lui scompare.
Mancano pochi secondi.
Sono le Ventidue e cinquantanove minuti.
Cinquanta secondi.
Trenta.
Un solo secondo.
Il Tempo raggiunge sé stesso.
E tutto si ferma.
Dentro quell’ultimo secondo compare ancora la Principessa Diamante.
Ma non è la donna privata del Dono che si è appena allontanata dal ponte.
Arriva da un possibile futuro destinato ormai a scomparire, quello nel quale la Resistenza aveva vinto, la Cattedrale era tornata a vivere e lei aveva conservato il Dono.
Con lei arriva Mignino.
Quella Principessa non può salvare il proprio mondo. Può però evitare che tutto ciò che quel mondo conteneva venga cancellato.
Consegna al Sig. Mah 334 carte. Erano 333, ma adesso ne esiste una in più. La trecentotrentaquattresima permetterà di trovare il Jolly.
Poi Principessa, Sig. Mah e Mignino si uniscono ancora una volta.
Questa volta il passaggio avviene al contrario.
La Principessa restituisce al Sig. Mah le immagini di Emphatia insieme a parole e musica. Quando il Tempo ricomincerà a scorrere lei scomparirà, ma quelle immagini rimarranno nella mente del Sig. Mah.
Prima di andarsene gli affida una missione:
trovare il Jolly.
Il mondo che rimane dopo il consolidamento è desolato.
La Tana non esiste più. La Zona Storica è dominata da Sleepermen, Cenobiti, regole, monitor e silenzio.
Il Sig. Mah incontra però l’Orologiaio.
Insieme attraversano nuovamente il ponte che un tempo conduceva alla Tana e, proprio là dove tutto sembra morto, cominciano a riapparire uno sgabello, poi un altro, un tavolino, un Torba-Tonic e un Negroni Sbagliato.
L’Orologiaio gli ripete le parole con le quali tutto era cominciato:
deve continuare a scrivere.
Soprattutto gli mostra che manca qualcosa che i Manipolatori avrebbero dovuto possedere: il giornale del futuro.
Non esiste.
Per l’Orologiaio significa che la vittoria non è completa. Finché rimarrà anche una sola Scintilla, il futuro non potrà essere completamente scritto e programmato dai Manipolatori.
Il Sig. Mah torna alla Cattedrale e sente ancora la goccia.
Poi raggiunge la Piccola Cattedrale e finalmente prende le 334 carte.
La numero 334 porta sul dorso un Jolly e una frase:
“Girami e saprai chi sono.”
Quando la volta, per un istante vede una figura femminile intenta a rovistare in un baule.
Poi l’immagine cambia.
Rimane un enorme avvoltoio nero con il capo bianco.
Capobianco.
Un personaggio appartenente a un’antica storia inventata dal Sig. Mah, legata al Cavaliere Alato e a un mondo nel quale qualcuno era riuscito a spezzare il meccanismo delle guerre raccontando agli uomini che i loro nemici erano esseri umani come loro.
La carta non gli rivela ancora direttamente il Jolly.
Gli offre un altro segnale.
Il Sig. Mah torna allora al Vecchio Mulino, dove Raven e Korvo lo aspettano.
Raven gli ricorda che il viaggio non è stato inutile. Nothing non ha dato loro una destinazione finale, ma ha creato spazio nelle loro menti. Korvo aggiunge che adesso quello spazio deve essere riempito.
Ed è proprio allora che ciò che prima non potevano vedere diventa visibile.
La strada del Mulino si riempie di Spettri.
Guerrieri.
Cavalieri.
Lo Speziale di Tomba.
Il Cacciatore di Taglie.
La Cecchina.
E infine, su un cavallo bianco, Cherry the Princess, la Principessa Ciliegia.
La sua bandiera porta una scritta inequivocabile:
Emphatia 1809.
Cherry spiega ai Viaggiatori che finora hanno soltanto creato gli spazi necessari. Ora devono acquisire la conoscenza.
Le risposte si trovano nei quattro Libri Sacri del Veda, custoditi nella Piccola Cattedrale.
E soprattutto bisogna sostituire le immagini di Emphatia rimaste nella mente del Sig. Mah: sono incomplete e danneggiate dalle interferenze dei Frangitori.
Per questo deve essere costruito il Ponte di Luce.
Due Viaggiatori dotati di Scintilla potranno attraversarlo, raggiungere Emphatia, vedere quel mondo con i propri occhi e riportarne le immagini nella propria mente.
Quanto alla Principessa Diamante, Cherry offre una possibilità decisiva:
il Dono non è stato distrutto. È stato soltanto nascosto.
Alla Piccola Cattedrale il Sig. Mah trova i quattro Veda e torna sul sentiero che conduce oltre Nothing.
Nello stesso momento, altrove, il Jolly finalmente estrae dal proprio baule qualcosa di reale: un vecchio mangiacassette.
Da una cassetta arriva una voce.
Non comunica attraverso le orecchie, ma direttamente nella mente.
La conoscenza ricevuta rivela al Jolly la propria funzione: viene indicata come emanazione di Brahma, il Costruttore, destinata a intervenire nell’equilibrio fra la forza distruttiva di Shiva e quella conservatrice di Vishnu.
La chiave che cercava da anni non serve più.
Ora conosce una parola.
La pronuncia.
La piccola porta si apre.
Dall’altra parte trova proprio la strada sterrata che conduce al limite del Nulla.
E la donna che il Sig. Mah sente come voce proveniente dal Nulla è il Jolly stesso.
Quando il Sig. Mah tocca i quattro Veda, la conoscenza nascosta dentro di lui si riattiva.
Ora interpreta le forze incontrate attraverso la Trimurti.
Shiva è il Distruttore e dagli Asura proviene la forza che ha alimentato il controllo dei Manipolatori.
Vishnu è il Protettore e i Deva agiscono invece sulle Scintille, favorendo arte, creatività, indipendenza e capacità di resistere.
Brahma è il Costruttore.
Ed è proprio pensando a Brahma che il Sig. Mah giunge a una nuova intuizione:
la sua forza non arriva necessariamente da un esercito esterno.
Le sue emanazioni sono le Scintille.
La ricostruzione deve quindi nascere anche dall’interno degli esseri capaci di creare, pensare, dissentire e sentire.
Non esiste garanzia di vittoria.
Ma esiste di nuovo una possibilità.
Al GGiaBotti nasce così la prima Assemblea Clandestina del nuovo Mondo Cardine.
Ci sono il Sig. Mah, la Strega-Locandiera, il Banconiere e la Principessa Diamante.
La Resistenza riparte praticamente da zero.
Ma il Sig. Mah sa ormai che il cuore della Cattedrale continua a battere grazie alle gocce lasciate dalla Principessa e che proprio lì potrebbe essere custodita la strada per recuperare il Dono.
Quando escono dal GGiaBotti vedono volare un enorme avvoltoio nero dal capo bianco.
Capobianco.
Subito dopo compare una luna piena immensa.
Il momento che avrebbe dovuto arrivare qualche giorno più tardi è già arrivato.
La Principessa Diamante non perde tempo:
devono andare immediatamente alla Piccola Cattedrale.
Quando entrano trovano un mondo completamente diverso da quello esterno.
Musica, luci, immagini, la Ciurma del Corso Nero, lo Speziale, la Cecchina, il Cacciatore di Taglie e soprattutto la Principessa Ciliegia.
La Principessa Diamante e Cherry non si riconoscono subito.
Poi cominciano a ballare.
I loro movimenti, inizialmente diversissimi, iniziano lentamente a contaminarsi fino quasi a invertirsi. Ognuna sembra acquisire qualcosa dell’altra.
Arriva anche il Banconiere.
La Piccola Cattedrale diventa per qualche tempo ciò che il Mondo Cardine non riesce più a essere: uno spazio pieno di vita.
Poi il Telefono-Temporale si attiva.
È il Sacerdote.
Avverte tutti che il 31 luglio rappresenterà un nuovo punto di non ritorno e che il Marchio diventerà uno degli strumenti principali del controllo.
Ma parla soprattutto alla Principessa Diamante.
Il Drone-Zanzara non ha cancellato il Dono.
Lo ha nascosto.
Per ritrovarlo dovrà affrontare nuovamente il buio, non farsi dominare dalla paura e ascoltare.
Quando sentirà le gocce d’acqua dovrà seguirle.
Alla loro origine troverà una porta.
Sopra quella porta ci sarà scritto:
Il Dono.
Cherry le suggerisce come raggiungere quella condizione:
fare ciò che ama più di qualsiasi altra cosa.
Ballare.
E non fermarsi.
La Principessa comincia a ballare e supera progressivamente la stanchezza fisica. Il movimento diventa viaggio, poi volo.
Sale sempre più in alto.
Davanti a lei appare Vishnu.
La luce diventa immensa.
Poi improvvisamente tutto precipita nel buio.
Nel Mondo Cardine il suo corpo cade a terra nella Piccola Cattedrale.
Cherry impedisce agli altri di svegliarla.
La Principessa si trova adesso completamente sola nell’oscurità.
Deve soltanto ascoltare.
All’inizio non sente niente.
Poi:
Tin.
Dieci secondi.
Tin.
Dieci secondi.
Tin.
Segue il suono.
Ma nel mondo onirico il pensiero può generare ciò che immagina. Quando le viene in mente Il Pozzo e il Pendolo di Edgar Allan Poe, appare un’enorme lama a mezzaluna.
La sfiora una prima volta.
Alla seconda le passa dietro e taglia la maglietta sulla schiena.
La paura rischia di prendere il sopravvento, ma la Principessa riesce a ricreare il vuoto mentale e il pendolo scompare.
Continua a seguire le gocce.
Quando finalmente comprende che in quel mondo può creare anche la luce, immagina un candelabro.
Davanti a lei compare una stanza enorme.
Un rubinetto.
Dietro il rubinetto, una porta.
Sopra la porta:
Il Dono.
La Principessa la apre.
E riapre gli occhi nella Piccola Cattedrale.
Cherry è china sopra di lei.
Non servono parole.
Il sorriso della Principessa dice tutto.
Il Dono è tornato.
Da quel momento il progetto diventa più preciso: la Principessa dovrà costruire il Ponte di Luce, due Viaggiatori dovranno raggiungere Emphatia e riportarne immagini, suoni e conoscenza. Soltanto allora lei potrà usare nuovamente il Dono per mostrare Emphatia al mondo e dimostrare che ciò che i Manipolatori presentano come unica realtà non è l’unica realtà possibile.
Dopo quella notte alla Piccola Cattedrale, la Principessa Diamante e la Strega-Locandiera si dirigono verso la Maddalena 3DC. Durante il cammino la Principessa sente entrare aria dalla schiena e tocca la maglietta.
C’è un grosso taglio.
Non sembra uno strappo normale.
Sembra precisamente il segno lasciato da una grande lama a mezzaluna.
In quel momento una limousine nera entra nella piazza e si ferma pochi metri davanti alla Principessa e alla Strega.
Nei mesi successivi l’Oscuramento continua.
Gli Asura e i Manipolatori rafforzano il proprio controllo, mentre le Scintille cercano di mantenere vivi Intermezzi, collegamenti e forme di Resistenza. La Ciurma del Corso Nero continua a muoversi nella notte e il 31 luglio si avvicina come un punto oltre il quale qualcosa dovrà necessariamente cambiare.
Infine arriva.
31 luglio 2021.
Alle 23:55 il Sig. Mah si trova a Bergderbil, davanti alle acque salate.
Non porta marchi.
Non porta museruole.
Guarda il mare.
All’orizzonte compare un muro d’acqua gigantesco.
Avanza.
Cinquecento metri.
Trecento.
Cento.
Cinquanta.
Dieci.
Mentre quell’onda cancella tutto ciò che incontra,
torna ancora una volta il principio che ha accompagnato l’intero viaggio:
solo creando il Nulla sarà possibile avere spazio per costruire vita, sogni e speranze.
L’onda è ormai a cinque metri.
Sono le 23:59 del 31 luglio 2021.
E arriva un’ultima indicazione:
Cinque minuti di riposo, Sig. Brahma.
Poi comincerà il tuo lavoro.


.png)
.jpg)
.png)