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Nothing: the Book

Diario 12 - L'Ultimo Diario

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Korvo torna finalmente in possesso del proprio diario.

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Per qualche tempo il Sig. Mah lo ha utilizzato per scrivere le parti più delicate del Libro 10 – Il Silenzio Intero, cercando di nasconderle ai Manipolatori. Adesso però il lavoro sembra concluso.

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Questa volta sul manoscritto compare anche una data precisa:

31 luglio 2021.

Sarà il giorno della pubblicazione e, almeno secondo ciò che in quel momento comprendono Korvo e il Sig. Mah, anche l’ultimo giorno di quel mondo prima del consolidamento definitivo.

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Il problema non è più riuscire a scrivere.

Il problema è accettare ciò che deve essere scritto.

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Il finale continua a non piacere al Sig. Mah. Non può accettare la vittoria dei Manipolatori, la scomparsa della Resistenza e l’oscuramento della vita, ma ha ormai imparato che non può cambiare gli avvenimenti soltanto perché vorrebbe un risultato diverso.

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Per questo, prima di completare definitivamente Il Silenzio Intero, decide ancora una volta di fare l’unica cosa che conosce:

riprendere il viaggio verso Nothing.

Ritrovare il sentiero dentro la propria mente è ormai quasi naturale.

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Questa volta, però, lungo la strada compare qualcosa che non aveva mai visto.

Un cartello indica una piccola stradina sterrata.

Sopra c’è scritto:

Emphatia.

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Il Sig. Mah comprende che questa volta non deve soltanto raggiungere Nothing.

Deve provare ad andare oltre.

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La strada sembra una semplice stradina sterrata di campagna, circondata da una vegetazione tanto fitta da impedirgli qualsiasi deviazione. La percorre per un tempo indefinito finché accade qualcosa di impossibile persino per quel mondo.

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La strada finisce.

Non davanti a un muro, a una porta o a un nuovo paesaggio.

Finisce nello spazio stesso.

Davanti al Sig. Mah non esiste più nulla.

Il Nulla.

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Non può proseguire perché oltre quel punto sembrano aver cessato di esistere sia lo spazio sia il tempo.

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Capisce allora di non possedere ancora la conoscenza necessaria per raggiungere Emphatia.

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Ma se è riuscito ad arrivare fin lì, un motivo deve esserci.

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Si ferma.

Aspetta.

E dal Nulla arriva una voce femminile.

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La voce sembra conoscere perfettamente il Sig. Mah.

Lo saluta e accenna persino al suo vero nome, ma decide di non pronunciarlo: la sua mente non è ancora abbastanza protetta e i Frangitori potrebbero intercettarlo.

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Quello che sta per rivelargli verrà invece nascosto in una zona blindata della sua memoria.

Il Sig. Mah potrà recuperarlo soltanto in un momento preciso:

quando tornerà alla Piccola Cattedrale e prenderà in mano i quattro Libri Sacri del Veda.

Solo allora ciò che sta ascoltando riemergerà completamente.

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La voce gli parla anche di una futura Resistenza, formata da coloro che rifiuteranno di sottomettersi. Se quella Resistenza riuscirà a vincere, potranno aprirsi le porte di un mondo nuovo, senza confini e senza odio.

Quel mondo esiste già in una zona lontana del tempo ed è stato protetto.

Il suo nome è:

Emphatia.

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Il Sig. Mah non conosce l’identità della voce.

Ma ciò che ascolta gli permette di formulare una nuova ipotesi sull’intera struttura che si nasconde dietro gli avvenimenti.

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Torna agli insegnamenti ricevuti dagli Sciamani e alla Trimurti.

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Nella comprensione ancora parziale del Sig. Mah, la prima manifestazione è Shiva, il Distruttore, legato agli Asura. Gli Asura sembrano condividere con i Manipolatori l’interesse per il controllo del mondo.

La seconda è Vishnu, il Protettore, dal quale provengono i Deva. Questi sembrano invece proteggere le Scintille, gli esseri dotati di Anima che non si sono completamente piegati alla manipolazione.

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Asura e Deva combattono da tempi antichissimi.

Ma il Sig. Mah comincia a sospettare che questa opposizione non basti a spiegare tutto.

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Esiste una terza manifestazione.

Brahma, il Costruttore.

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Ed è proprio Brahma a porre la domanda più importante.

Se Shiva distrugge e Vishnu preserva, che cosa vuole costruire Brahma?

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Il Sig. Mah non possiede ancora la risposta. Non sa quale forza agisca nel nome di Brahma, né quale parte avrà nel conflitto. E non dà nemmeno per scontato che coloro che oggi sembrano alleati resteranno tali.

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Ma comincia a sospettare che la voce incontrata oltre Nothing possa essere collegata proprio a quella terza forza: qualcosa che non vuole semplicemente distruggere o conservare il mondo esistente, ma costruirne uno nuovo.

​

Per la prima volta il viaggio sembra quindi aprirsi su una struttura molto più vasta di quella immaginata fino a quel momento.

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Nothing non è la fine.

È una soglia.

Oltre quella soglia esiste Emphatia.

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E oltre il conflitto conosciuto tra Manipolatori e Resistenza sembrano muoversi forze che il Sig. Mah ha appena cominciato a intravedere.

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Ma quelle risposte appartengono ancora al futuro.

Per ora deve soltanto terminare ciò che ha iniziato.

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Il Sig. Mah rientra nel proprio stanzino.

Accende l’impianto stereo.

Mette Timewind di Klaus Schulze.

Si versa un Talisker.

Accende una sigaretta.

Prende dal taschino la penna dell’Orologiaio.

E comincia a scrivere:

Nothing: The Book 10 – Il Silenzio Intero.

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Il testo sarà pubblicato il 31 luglio, un minuto prima del consolidamento del Mondo — o forse dei Mondi.

Nessuno sa ancora quale realtà sopravvivrà.

Ma una cosa appare ormai chiara: ciò che verrà dopo non dipenderà soltanto dai Manipolatori, dagli Asura, dai Deva o da qualche forza superiore.

Dipenderà anche dalle Scintille.

Dalla loro capacità di distinguere ciò che conta da ciò che è stato imposto.

Dalla capacità di trasformare la paura in forza.

E di trovare armi che non sono quelle tradizionali.

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Se riusciranno a farlo, forse ciò che rimane non sarà più soltanto Speranza.

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