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Nothing: the Book

Diario 11 - La 334° Carta, il Jolly

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Il Sig. Mah è ancora davanti alla porta con la scritta Quadratura.

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Korvo torna dopo alcuni giorni e crede che nulla sia cambiato. Il fotogramma sembra ancora quello lasciato alla fine del diario precedente: la Principessa Diamante è svenuta sul ponte di Bergderbil e il Sig. Mah è accanto a lei.

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Ma qualcosa è scomparso.

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Non esiste più il sogno dentro il sogno nel quale Mignino faceva da tramite tra il Sig. Mah e la Principessa, restituendole le immagini di Emphatia.

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Il Sig. Mah ha compreso cosa significa.

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La Principessa è ancora viva, ma non riesce più ad accedere alla parte della propria mente nella quale esisteva il Dono. Là dove per anni aveva trovato una porta, adesso c’è soltanto un muro.

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Qualcuno ha creato una terza variante, completamente diversa sia da quella desiderata dai Manipolatori sia da quella cercata dalla Resistenza.

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La Principessa Diamante ha perso il Dono.

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Intanto scoppia un temporale. Un fulmine spezza l’ormeggio della piccola barca marrone che avrebbe dovuto permettere al Sig. Mah e alla Principessa di aggirare i Cenobiti.

Poi arrivano i Frangitori.

Dietro di loro marcia un esercito di Cenobiti.

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Quando la Principessa si risveglia ricorda ciò che è accaduto, ma comprende immediatamente di non poter più raggiungere il Dono. I Frangitori la osservano per pochi istanti e capiscono che non rappresenta più un pericolo.

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Uno di loro comunica semplicemente:

“Operazione Emphatia conclusa con successo, la Principessa Diamante non esiste più.”

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Non hanno più bisogno di catturarla.

Non hanno più bisogno nemmeno di compiere il massacro preparato alla Tana.

Quando i mondi si consolideranno, la vittoria dei Manipolatori sarà completa.

Resterà soltanto il Silenzio Intero.

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Per dieci giorni il Sig. Mah continua a osservare quelle immagini cercando un errore, un segnale, qualsiasi particolare che possa aprire un’altra possibilità.

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Non trova nulla.

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Arriva persino alla conclusione che non scriverà più il Libro 10. Se quel futuro dovesse consolidarsi, Nothing: The Book non avrebbe neppure la possibilità di esistere nella libreria della Strega-Locandiera.

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Poi cambia idea.

Chiede a Korvo il suo diario.

Prende la penna ricevuta dall’Orologiaio e scrive su una pagina vuota:

Nothing: The Book 10 – Il Silenzio Intero.

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Il Sig. Mah sospetta che ciò che scrive nel proprio mondo possa essere osservato attraverso i possibili futuri dai Manipolatori. Il diario di Korvo, invece, appartiene a una struttura diversa e può diventare un luogo più sicuro nel quale costruire il finale senza mostrarlo in anticipo ai nemici.

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Korvo comprende cosa vuole fare e compie qualcosa che soltanto esseri come lui e gli Sciamani possono fare: si fonde con il Sig. Mah.

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Per qualche tempo diventano una sola coscienza.

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La sconfitta non viene più considerata la fine del viaggio.

Può diventare parte del viaggio.

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Il Sig. Mah apre finalmente la porta della Quadratura.

Non trova una stanza.

Si ritrova nuovamente sul ponte di Bergderbil.

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La Principessa Diamante, privata del Dono, è stanca, ha freddo e vuole soltanto tornare a casa. Si allontana e scompare oltre la pioggia.

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Il Sig. Mah rimane solo.

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Cerca con la mente la vera Cattedrale, la Palude su in Collina. La trova completamente buia e silenziosa. Scende nel salone dove avrebbe dovuto esserci la Resistenza, ma non trova nessuno.

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Poi sente qualcosa.

Una goccia d’acqua cade lentamente da un rubinetto.

È quasi nulla.

Ma è ancora un segnale di vita.

Il cuore della Cattedrale non si è fermato del tutto.

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Sul ponte compaiono l’Orologiaio e il Viandante.

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Il Sig. Mah chiede all’Orologiaio di fermare il Tempo.

L’Orologiaio risponde che il Tempo è già scaduto.

Poi scompare.

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Rimane il Viandante.

Questa volta il Sig. Mah comprende definitivamente il rapporto che esiste tra loro:

il Viandante è lui, almeno quanto lui è il Viandante.

È la domanda e contemporaneamente la risposta.

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Quando anche il Viandante scompare, un accordo in Mi minore risuona nel cielo.

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Sembra la parola Fine.

Mancano ormai pochi secondi al consolidamento.

Poi uno.

Alle 22:59:59 tutto si ferma.

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Le onde rimangono immobili, gli oggetti sospesi nell’aria, Bergderbil completamente silenziosa.

L’Orologiaio è riuscito a bloccare quell’ultimo secondo.

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Ed è proprio dentro quell’unico secondo che una figura femminile comincia ad avvicinarsi lungo il ponte.

È ancora la Principessa Diamante.

Ma non è quella che il Sig. Mah ha appena visto allontanarsi.

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Questa Principessa proviene da un possibile futuro che ormai non esiste più, quello nel quale la Resistenza aveva vinto e lei aveva conservato il Dono. Grazie al Ponte di Luce è riuscita a raggiungere quell’ultimo secondo prima che la propria dimensione venga cancellata.

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Con lei arriva anche Mignino, il GattoBianco Re dei Fiori.

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La Principessa non può salvare il proprio futuro.

Può però salvare ciò che quel futuro conteneva.

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Consegna al Sig. Mah un mazzo di carte custodito nella Cattedrale. Le carte erano 333.

Adesso sono 334.

Una di esse non apparteneva al mazzo originario.

È la carta che permetterà di riconoscere il Jolly.

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Poi la Principessa, il Sig. Mah e Mignino si siedono sul ponte formando un triangolo. La Principessa prende la mano del Sig. Mah e insieme toccano Mignino.

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Questa volta il passaggio avviene nella direzione opposta rispetto al sogno precedente.

La Principessa restituisce al Sig. Mah tutto ciò che aveva conservato del futuro perduto:

immagini, parole, musica e soprattutto Emphatia.

Ora quelle memorie esistono dentro di lui.

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Ma la Principessa gli ricorda anche il limite decisivo.

Il Sig. Mah non è un Artista e non è un Cuore Sanguinante.

Da solo non può diffondere quelle immagini con la forza necessaria.

Deve trovare il Jolly.

Qualcuno capace di ricevere ciò che è stato salvato e trasformarlo in qualcosa che i Manipolatori non possano più cancellare.

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Il Tempo riparte.

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La Principessa riesce soltanto ad abbracciare il Sig. Mah.

Poi lei, Mignino e l’intero futuro dal quale provenivano scompaiono.

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I Manipolatori hanno vinto.

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Quasi.

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Perché nella mente del Sig. Mah sono rimaste le immagini di Emphatia.

E nella sua tasca sono rimaste le 334 carte.

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Prima di raggiungere la Piccola Cattedrale, il Sig. Mah torna alla Palude su in Collina. Nel silenzio sente ancora cadere quella piccola goccia d’acqua.

Tin.

Passano dieci secondi.

Tin.

La Cattedrale è ancora viva.

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Il Dono della Principessa non è riuscito a salvare il proprio mondo, ma ha lasciato qualcosa dietro di sé.

Speranza.

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Alla Piccola Cattedrale il Sig. Mah prende finalmente il mazzo.

Scorre una dopo l’altra le prime 333 carte.

Poi arriva all’ultima.

È girata sul dorso.

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Sopra è raffigurato un Jolly e compare una sola indicazione:

“Girami e saprai chi sono.”

Il Sig. Mah gira la 334ª carta.

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