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Nothing: the Book

I Diari di Korvo - Diari 2 - 10

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Il tempo necessario per arrivare al Libro 10 – Il Silenzio Intero si allunga molto più del previsto.

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Il Sig. Mah sa ormai quale momento deve raccontare: il ritorno al 31 luglio, la Principessa Diamante, la Tana, il consolidamento dei mondi. Il problema è che conosce anche la direzione verso cui gli avvenimenti sembrano portare.

E quella direzione non gli piace.

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È Korvo a prendere la parola.

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Prima di tutto tenta di chiarire ciò che fino a quel momento l’Orologiaio e il Sig. Mah hanno continuamente complicato cercando di spiegarlo. Korvo può attraversare tempo e dimensioni senza provocare paradossi perché, come il Viandante, appartiene a una condizione particolare: esiste e nello stesso tempo non esiste.

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La realtà percepita dagli esseri umani, secondo Korvo, è soltanto una parte di ciò che può essere conosciuto. Vista, udito, tatto, gusto e olfatto raccolgono ciò che riescono a percepire; fuori da quei confini continuano però a esistere sensazione, intuizione, immaginazione e fantasia. Sono proprio questi altri sensi a permettere di attraversare la parte surreale dell’esistenza e di rendere reale Nothing nella mente di chi la percorre.

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Per questo il viaggio verso Nothing non consiste semplicemente nello spostarsi attraverso luoghi impossibili. Significa recuperare capacità che i Manipolatori hanno cercato di indebolire: immaginare, creare, intuire, vedere oltre ciò che viene imposto.

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Korvo è però convinto che il finale non sarà felice.

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Il Sig. Mah non può inventare ciò che vorrebbe accadesse. Può osservare, elaborare, trasformare attraverso il surrealismo ciò che riceve dai propri sensi, ma non può mentire a sé stesso. Se gli eventi porteranno alla sconfitta, dovrà scrivere la sconfitta.

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Rimane comunque qualcosa che i Manipolatori non sono riusciti a cancellare: Pazienza e Speranza.

Unite, diventano Forza.

E Korvo lascia una delle sue formule più semplici e meno matematiche:

1 + 1 fa sempre 3.

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Nei giorni successivi Korvo si stabilisce vicino al Vecchio Mulino, nell’abitazione del Sig. Mah, e scopre di non essere l’unica presenza invisibile che lo accompagna.

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C’è anche Ashra.

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Ashra appartiene a un’altra dimensione dell’esistenza del Sig. Mah, una presenza legata profondamente alla sua vita precedente e a ciò che ha alimentato la sua parte più oscura e creativa. Korvo osserva divertito il Sig. Mah mentre continua a sostenere di vivere solo, senza rendersi conto delle presenze che abitano da tempo intorno a lui.

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Ma il problema vero è un altro.

Il Sig. Mah non soffre di un semplice blocco creativo. Sa perfettamente cosa dovrebbe scrivere.

Non vuole scriverlo.

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Aspetta.

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Aspetta che qualcosa cambi abbastanza da permettere al finale di trasformarsi senza doverlo falsificare.

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Quando finalmente il Sig. Mah comincia a percepire Korvo e Ashra, Korvo comprende che il viaggio ha già modificato le sue capacità. Non riesce ancora a vedere gli Spettri nel modo normale, ma avverte la loro presenza.

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Decide allora di manifestarsi e fare da tramite tra il Sig. Mah e Ashra.

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La domanda che il Sig. Mah pone ad Ashra è esattamente quella che lo sta paralizzando: deve raccontare la vittoria dei Manipolatori, alimentando lo sconforto, oppure inventare un finale positivo che non crede vero?

Ashra non gli offre una soluzione facile.

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Gli ricorda semplicemente che il suo compito è raccontare Nothing, il percorso necessario per raggiungerla e forse un giorno superarla. Finché una sola luce continuerà a indicare quella strada, la speranza non sarà morta.

Il Sig. Mah prende allora la penna ricevuta dall’Orologiaio e ricomincia.

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Scrive il titolo:

Nothing: The Book 10 – Il Silenzio Intero.

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E comincia dalla Principessa Diamante che lascia la Tana la notte del 31 luglio.

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Ma dopo poche righe si blocca di nuovo.

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La Zona Storica è ormai quasi completamente spenta. Rimane attiva soprattutto la Piccola Cattedrale, mentre gli altri Intermezzi sopravvivono soltanto in forma ridotta. Il Sig. Mah vaga di notte insieme alla Vampira, cercando segnali che possano indicargli una strada diversa.

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Alla fine raggiunge la Maddalena 3DC, l’abitazione della Strega-Locandiera.

Il posto è vuoto.

Nella libreria, però, lo spazio destinato a Nothing: The Book esiste ancora.

Poi qualcosa accade.

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Nel Portafoto Temporale tutte le immagini cominciano a cambiare fino a fermarsi sulla stessa figura: la Principessa Diamante con gli occhi chiusi. Il Telefono-Temporale si illumina e, nello stesso momento, la Principessa spalanca gli occhi in tutte le fotografie.

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Dal telefono arriva una voce in Esperanto.

Korvo la riconosce.

È Cherry the Princess, la Principessa Ciliegia, da Emphatia.

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E ciò che legge appartiene a un testo impossibile: un estratto da Il Silenzio Intero, il libro che il Sig. Mah non ha ancora scritto.

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Il messaggio è chiaro. Per conoscere davvero la luce bisogna aver attraversato il buio; per sapere cosa esiste oltre Nothing bisogna prima raggiungerla; e la paura con la quale i Manipolatori hanno sconfitto gli esseri umani può diventare proprio ciò che dovrà essere sconfitto.

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Korvo interpreta quel segnale in un solo modo: il Sig. Mah non può continuare ad aspettare che il finale gli piaccia. Quel libro deve essere scritto.

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Il giorno seguente il Sig. Mah effettivamente ricomincia.

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Korvo legge di nascosto ciò che ha scritto.

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La Principessa Diamante attraversa il ponte, ha un capogiro, manca la ringhiera, precipita nelle acque salate di Bergderbil e muore.

Subito dopo muore anche Korvo nel tentativo di salvarla.

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Korvo non apprezza particolarmente.

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Il Sig. Mah chiude tutto e, poco dopo, Korvo lo ritrova fuori con una chitarra insieme a Cherry the Princess, intento a cantare Inverno di De André.

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Non sembra esattamente il comportamento di qualcuno che abbia accettato il proprio finale.

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Qualche giorno dopo accade qualcosa di ancora più importante.

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Il Sig. Mah lascia volutamente aperto il documento del Libro 10. Korvo si avvicina e vede il cursore muoversi da solo. Tutto ciò che era stato scritto viene cancellato.

Rimane soltanto il titolo.

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Poi compare una frase indirizzata direttamente a Korvo:

“Ciao Korvo, parla con lui.”

Korvo riconosce immediatamente chi sta comunicando.

È il Viandante.

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Ed è qui che emerge finalmente la sua natura.

Il Viandante non è semplicemente un essere che attraversa i mondi. È una proiezione interiore, lo spirito guida, il Vettore attraverso il quale ciascuno può ascoltare la parte di sé che normalmente rimane nascosta. Il Sig. Mah ha perso momentaneamente il contatto con il proprio Viandante; per questo il Viandante chiede a Korvo di prendere il suo posto e aiutarlo a ritrovarsi.

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Korvo si manifesta davanti al Sig. Mah.

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I due discutono di realtà, fantasia e delle cose che esistono proprio perché vengono immaginate. Poi Korvo gli pone una domanda molto meno filosofica:

perché ha ucciso la Principessa Diamante?

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Il Sig. Mah risponde che lo ha fatto per scuoterla. Per costringerla a reagire, perché chi possiede un Dono non può lasciarlo morire inutilizzato. Nella logica surreale di Nothing, quella morte era stata un gesto estremo per tentare di restituirle la vita.

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Quando torna a guardare il documento, la scena è cambiata.

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La Principessa cade ancora sul ponte e perde i sensi, ma questa volta, mentre il suo corpo sta per scivolare nelle acque, due braccia provenienti dal Nulla la afferrano.

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La prima variante è nata.

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Ma non basta evitare che la Principessa muoia.

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I mondi impiegheranno 666 secondi per consolidarsi. Entro quel tempo lei dovrà svegliarsi e riflettere nuovamente le immagini di Emphatia.

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Korvo entra allora ancora più profondamente nella mente del Sig. Mah.

La attraversa come se fosse un territorio reale.

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All’inizio incontra una zona apparentemente luminosa e rassicurante, piena dei rumori normali della vita. Ma quella luce è falsa: è la comodità di un’esistenza nella quale non bisogna cercare nulla.

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Più avanti cominciano invece a comparire centinaia di cartelli.

Tutti indicano la stessa direzione:

Nothing.

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Korvo raggiunge una zona intermedia, una sorta di Crepuscolo tra luce e oscurità, e infine entra nella stanza mentale dedicata al Libro 10.

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Qui gli avvenimenti del 31 luglio esistono già sotto forma di immagini, fotogrammi e sequenze che continuano a ripetersi.

La Principessa lascia la Tana.

Attraversa il ponte.

Arriva circa a metà.

Poi tutto ricomincia.

Ancora.

E ancora.

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Il Sig. Mah non ha ancora trovato la variante capace di completare la scena.

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Poi Korvo vede qualcosa di nuovo.

Nel fotogramma la Principessa è svenuta sul ponte e il Sig. Mah è accanto a lei. In un altro livello, però, esiste un sogno dentro il sogno.

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Lì ci sono la Principessa, Mignino il GattoBianco e un altro Sig. Mah.

Mignino tiene una mano della Principessa e una del Sig. Mah.

Sta facendo da tramite.

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Le immagini di Emphatia, che il Sig. Mah possiede perché la Principessa stessa le aveva precedentemente estratte e mostrate al mondo, vengono ora trasmesse indietro alla Principessa.

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È un circuito quasi impossibile: la Principessa aveva mostrato Emphatia a tutti senza poterla vedere lei stessa; adesso qualcuno che l’ha vista grazie a lei può restituirgliela.

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Quando si risveglierà, quindi, non dovrà semplicemente utilizzare di nuovo il Dono.

Questa volta saprà cosa sta mostrando.

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Ma la variante non è ancora completa. I Cenobiti aspettano che la Principessa raggiunga la propria abitazione e hanno già preparato una quantità enorme di esplosivo collegata allo stesso conto alla rovescia di 666 secondi.

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Salvarla dal ponte non basta.

Bisogna trovare un’altra soluzione.

È allora che Korvo pensa a un vecchio amico.

Edgar Allan Poe.

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Lo cerca dentro quella stessa dimensione mentale e, naturalmente, Edgar arriva.

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Korvo, Poe e il Sig. Mah si ritrovano così in una piccola piazza immersa nella nebbia a discutere di realtà, sogno e immaginazione.

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Poe offre al Sig. Mah una chiave essenziale: non esiste necessariamente un solo reale. La mente crea dimensioni e il sogno non rappresenta una fuga dalla vita, ma uno strumento capace di ampliarla. Non basta realizzare un sogno: bisogna viverlo. E ciò che immaginiamo può rivelare desideri, paure e possibilità che nella dimensione ordinaria restano nascosti dietro barriere apparentemente insuperabili.

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Poe osserva quindi la scena della Principessa, Mignino e il Sig. Mah.

Per lui proprio quell’immagine contiene l’essenza di Nothing:

l’Empatia.

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La Principessa deve acquisire la consapevolezza di Emphatia e poi rifletterne nuovamente le immagini con una forza molto maggiore. In questo modo i Manipolatori potrebbero non riuscire più a cancellarle immediatamente.

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Ma anche questo non sarebbe sufficiente.

Le immagini devono essere diffuse.

Serve qualcuno capace di andare oltre tutti gli strumenti mediatici dei Manipolatori e di trasformare quella visione in qualcosa che possa raggiungere gli altri.

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Edgar indica allora una porta all’interno della mente del Sig. Mah.

Sopra c’è scritto:

La Quadratura.

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Dietro quella porta dovrà trovarsi qualcuno che riunisca contemporaneamente tutto ciò che finora è rimasto separato:

Cuore Sanguinante, Artista, Libero Pensatore e Dissidente.

Tutto nello stesso essere.

Tutto nella stessa anima.

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Il Sig. Mah non ha ancora trovato il finale.

Ma adesso sa cosa gli manca.

Non una soluzione costruita artificialmente.

La Quadratura.

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03 - Le Notti dell'Oscuramento.jpg
05 – La Fine della Principessa Diamante.jpg
07 - Il Viaggio nella Mente.jpg
09 - Edgar Allan Poe e la Porta della Quadratura.jpg
02 - Ashra e il Sig. Mah.jpg
04 - 07 – Gli Occhi della Principessa.jpg
06 – Inverno, nella Città Deserta.jpg
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