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Oltre l'Illusione

Cap. 4: Auroralis

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Auroralis le accoglie con luci scintillanti e un'energia diversa da tutti i villaggi attraversati finora — più giovane, più vitale, eppure con lo stesso rispetto profondo per gli anziani. Amara scopre subito sul maplet le grotte spirituali della zona: Livia le aveva mandate qui anche Kalki e Aisha, che vi perdevano i sensi ogni volta che entravano, crescendo spiritualmente ad ogni visita. Decidono di andarci il giorno dopo.

 

La cena alla locanda porta la prima sorpresa: un tavolo prenotato a loro nome, una bottiglia di sangue e due calici scintillanti come omaggio dell'intero villaggio. Sylvia vacilla alla vista — poi si riprende e brinda. L'oste spiega che tutti ad Auroralis le conoscono come Amara e Sylva. Le anime del villaggio si avvicinano con rispetto e curiosità, una dopo l'altra.

 

Il mattino dopo partono a piedi verso le grotte. L'energia si sente già a cinquanta metri dall'ingresso. Dentro, le pareti scintillano di cristalli e un suono melodioso riempie l'aria — l'energia concentrata che le anime devono assorbire prima di poter salire sul Galaxy Express verso Emphatia. Sylvia regge pochi istanti. "È troppo..." e crolla tra le braccia di Amara. Quando si risveglia: "L'ho sentito, Amara. Ho sentito cosa potrebbe essere Emphatia."

 

Sedute all'esterno sotto un albero, Amara legge del Dono — la capacità di sentire il dolore e la gioia altrui, di sottrarre energia ai demoni e rivoltargliela contro. La chiave che ha reso Kalki e Aisha invincibili nel Quadrante 7. E le fa una riflessione che non aveva mai formulato prima: "Essere vampiri non è una maledizione. È una conquista. Il reset ferma la crescita spirituale delle scintille — noi siamo immuni."

 

Quella sera, passeggiando per Auroralis, Aurelian appare. Due metri, volto luminoso, una presenza che Sylvia non regge — sviene all'istante. Ad Amara parla chiaramente per la prima volta: il discorso sui vampiri è corretto, la missione è reale, Sylvia è straordinaria ma ha bisogno di tempo. "Siate complici, siate unite. Insieme sarete invincibili." Poi si china su Sylvia e la bacia sulla fronte prima di scomparire.

 

Quando Sylvia si riprende, Amara le racconta tutto. Alla fine, la rivelazione più grande: "Aurelian non è uno degli apostoli. Aurelian è il Cristo." Sylvia la fissa immobile per un secondo — poi sviene di nuovo. Amara la guarda con un sorriso affettuoso: l'aveva previsto.

 

La mattina dopo partono per Zanara con Sylvia alla guida — tre colpi di acceleratore, proprio come Aisha, anche se Aisha era una leggenda e impennava per trecento metri. Lungo la strada, un'altra sosta alle grotte vicino a un villaggio. Sylvia entra sapendo già come andrà a finire. Regge più a lungo questa volta, ma alla fine cede lo stesso — l'energia la sovrasta e sviene tra le braccia di Amara. Quando si riprende, appoggiata a lei: "Sono sfinita, sì. Ma non ho affatto sofferto. È una cosa che ti riempie."

 

Risalgono in moto. Dal primo punto panoramico, Zanara appare in lontananza — e lo spettacolo che si apre è tutto meno che ordinario.

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03 - Sylvia e Amara alle grotte di Auroralis.png
05 - Il ritorno alla locanda.png
07 - Le grotte vicino a Zanara.png
02 - Passeggiata serale nel centro di Auroralis.png
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