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La Frattura

Cap. 4: Il Mondo della Soglia

(Riassunto narrativo del capitolo)

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Il 21 novembre 2026, nel Quadrante 9, le forze infernali si riuniscono davanti alla Cattedrale Infernale per ratificare decisioni già prese. Non è una riunione per discutere, ma per rendere ufficiale il nuovo assetto del potere. Sul piano elevato siedono Zadkiel e Asrael per gli angeli, Cronos e Nargathor per i demoni, accompagnati da Nex e dalla frangitrice Vaelira.
Quando Ishtar e Adamas arrivano tra la folla dei demoni, l’ovazione è immediata. Cronos annuncia che Ishtar riprenderà il suo ruolo e che il governo del Quadrante 9 sarà condiviso con Nargathor. Gli eserciti verranno riorganizzati in vista di ciò che accadrà dopo la grande esplosione.
La vera notizia riguarda Land’s End. Aisha è stata catturata e sottoposta al Protocollo di Riallineamento Cognitivo. Se il processo avrà successo combatterà al fianco delle forze infernali. Kalki, invece, è rimasta isolata nel Quadrante 2, ormai completamente sigillato. Land’s End non sarà più un campo di battaglia: diventerà una procedura di controllo e deportazione delle Scintille.
Adamas riceve il comando dell’operazione. Le Prime Nate verranno separate, le altre Scintille deportate nel Quadrante 9 e gli abitanti allontanati da Land’s End, che dovrà diventare una città vuota. Prima della partenza, tuttavia, Cronos ordina un controllo di stabilità su tutte le entità operative del sistema infernale, mascherato come routine.
Nello stesso momento, a Lumenis, Sylvia e Fiona riflettono sulle parole di Aurelian. Il Padre ha accettato la distruzione del mondo attuale per poter ricostruire dopo l’Apocalisse. Alcuni luoghi sono stati preservati: Nothing, Lumenforte, Somniare e Lumenis. Sono i punti dove è stata lasciata una “semina” destinata a sopravvivere alla fine del mondo.
Sylvia decide di rivelare la verità agli abitanti di Lumenis. Convoca una riunione e spiega senza attenuare nulla: il mondo esterno è destinato a finire e quella distruzione non è un errore ma un disegno. Non chiede consenso né conforto. Dice soltanto ciò che sa.
Più tardi Sylvia si reca al cimitero della città con il suo vecchio diario. Lo aveva iniziato molto tempo prima a Lumenforte, quando aveva appena imparato a controllare il Dono e Aisha stava scrivendo la storia di Nothing. Riaprendo quelle pagine ricorda un incontro misterioso avvenuto nel cimitero: una figura dai capelli neri che sembrava appartenere a un altro tempo e che le aveva fatto rivivere frammenti della notte di Montmartre.
Quella notte, nel cimitero di Lumenis, Sylvia rivede di nuovo quella presenza. Non è uno spettro e non appartiene del tutto a quel luogo. La figura appare e scompare come se attraversasse il tempo stesso. Sylvia comprende di trovarsi davanti a qualcosa che sfugge alla logica del presente.
Tornata nella chiesa del cimitero, riapre il diario e decide di scrivere di nuovo. Questa volta non per ricordare il passato, ma per lasciare una traccia di ciò che sta accadendo.
Nel suo diario Sylvia prende una decisione che potrebbe cambiare il corso degli eventi. Non seguirà passivamente le indicazioni della stella Ignis né attenderà ordini. Anche se la stella non dovesse apparire e la Wahnfried non dovesse partire, lei partirà comunque.
Per Sylvia Blake la scelta è ormai chiara.
Non sarà la pedina di nessuno.
Nemmeno di Dio.

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