Da Lumenforte a Urquhart
Cap. 1: Lumenforte
Lumenforte, Primavera 2025
Per tre mesi avevano smesso di essere ciò che erano.
Niente inseguimenti. Niente sangue. Niente guerra.
Solo Lumenforte. Un castello, qualche risata, una tregua che sapevano non sarebbe durata.
Aisha e Sylvia.
Due vampire ibride, tra le più pericolose scintille del Metaverso.
Una veniva da Bergderbil, nel Quadrante 5, l’inferno dei demoni. L’altra da Londra, nel Mondo Cardine, Quadrante 1.
E qualcuno le aveva trovate.
La limousine nera comparve nel pomeriggio, davanti all’albergo del paese.
Quattro uomini scesero dall’auto. Identici. Precisi. Controllati.
Non erano lì per caso.
Entrarono nel ristorante poco dopo.
Due rimasero fuori. Due si avvicinarono.
Un invito. Una conversazione leggera. Una proposta.
Aisha accettò per prima. Sylvia la seguì.
La villetta era elegante, isolata. Troppo perfetta per essere reale.
Lo champagne arrivò subito.
Si scambiarono un’occhiata.
Non servivano parole.
Bevvero.
Sylvia fu la prima a cedere. Il bicchiere scivolò dalle dita. Il corpo si rilassò.
Aisha resistette qualche secondo in più, poi crollò tra le braccia di uno degli uomini.
Silenzio.
Poi una voce:
"Perfetto. Tra poco verrà l'elicottero a prenderle."
Non si mossero.
Ascoltavano.
Bergderbil. Cronos. Trasferimento.
Era una trappola. E loro ci erano entrate volontariamente.
Poi accadde.
Sylvia aprì gli occhi.
Sorridendo.
Un istante dopo, i due uomini non esistevano più.
Nessun rumore. Nessuna reazione.
Solo il vuoto.
Quando gli altri arrivarono, le forme cambiarono. Le maschere caddero. I volti tornarono quelli reali.
Fu in quel momento che Sylvia aprì gli occhi.
Sorridendo.
Gli agenti non ebbero il tempo di reagire.
La loro esistenza si interruppe in un istante.
Il rumore dell’elicottero arrivò pochi secondi dopo.
E questa volta,
non sarebbero state loro a fuggire.








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