Da Lumenforte a Urquhart
Cap. 1: Lumenforte
Per tre mesi avevano smesso di essere ciò che erano. Niente inseguimenti. Niente sangue. Niente guerra. Solo Lumenforte. Un castello, qualche risata, una tregua che sapevano non sarebbe durata.
Aisha e Sylvia. Due vampire ibride, tra le più pericolose scintille del Metaverso. Una veniva da Bergderbil, nel Quadrante 5, l’inferno dei demoni. L’altra da Londra, nel Mondo Cardine, Quadrante 1.
E qualcuno le aveva trovate.
Durante una passeggiata, le due notano una limousine nera con quattro agenti vestiti di nero — chiaramente inviati da Cronos. Capiscono di essere state individuate (probabilmente tramite la Rosa, un oggetto che le rende rintracciabili se non si trovano in luoghi schermati).
Tornate al castello per valutare la situazione, decidono di non fuggire ma di restare in gioco e studiare il nemico. Quando i quattro agenti si tramutano in due giovani attraenti di nome Marco e Luca cercando di avvicinarle al ristorante, le due donne capiscono subito il travestimento. Accettano comunque l'invito a una villa isolata.
Lì, fingono di essere drogate dallo champagne per scoprire i piani degli agenti: Cronos vuole portarle a Bergderbil. Quando arrivano altri demoni e frangitori con delle barelle, Aisha e Sylvia rivelano di essere perfettamente sveglie ed eliminano tutti con facilità, testando anche i poteri appena acquisiti di Sylvia.
L'arrivo di un elicottero della polizia di Bergderbil porta però un momento più toccante: il pilota è Daniel, ex collega e amico di Aisha. Lei non riesce a fargli del male e cerca di aprirgli gli occhi, ma sa che probabilmente non ascolterà. Lo lascia andare a piedi, intimandogli di riferire a Cronos che non si arrenderanno mai.
Il capitolo si chiude con le due donne che si appropriano dell'elicottero, lo nascondono nel bosco vicino al castello, e festeggiano con champagne. In un momento di complicità e intimità, si scambiano un bacio. Poi pianificano la prossima mossa: raggiungere la casa di Adamas a Lacrimasilva, dove Aisha ricevette il Dono, per rivendicare il territorio della Resistenza.








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