Da Lumenforte a Urquhart
Cap. 2: La Vendetta di Aisha
Lacrimasilva, la casa di Adamas. Un luogo che per Aisha non è mai stato neutro.
La casa è ancora sottosopra, ferma nel caos dell'ultimo attacco. Sylvia nota subito i dipinti alle pareti — opere intense che Aisha aveva fatto per Adamas. È lì che Aisha inizia a raccontare uno dei momenti più dolorosi del suo passato: l'attacco degli androidi di Serak, il gas invisibile, il risveglio in un furgone, la separazione da Kalki. E poi i frangitori, con i loro macchinari progettati per estrarre l'anima. Kalki costretta a guardare tutto da un monitor senza poter intervenire. Fu Ishtar a salvarle, in extremis, distruggendo tutto e portandole via.
Sylvia, per allontanare Aisha dai pensieri più oscuri, alleggerisce l'atmosfera con ironia e vicinanza, e tra le due si consolida ulteriormente il legame. Passano poi il pomeriggio al fiume, dove emerge una conversazione importante: entrambe iniziano a interrogarsi se vogliano continuare a servire la Resistenza o percorrere un cammino autonomo, agendo per le anime di luce senza dipendere da nessun comando.
Rientrate a casa, scoprono che un vecchio sensore nascosto è ancora attivo e sta trasmettendo la loro posizione. Invece di distruggerlo, decidono di usarlo come esca. Simulano due corpi addormentati nel letto e si nascondono fuori. Di notte arrivano dieci androidi e due agenti: vengono tutti neutralizzati in pochi minuti. Tra i catturati c'è un Frangitore camuffato da agente. Aisha, leggendo nella sua mente, scopre che è uno di quelli che avevano tentato di estrarle l'anima. In un impeto di rabbia lo scaraventa ripetutamente, ma è Sylvia a fermarla, ricordandole di trasformare la rabbia in forza e amore. Aisha si calma e prosciuga il Frangitore come atto di giustizia, non di vendetta.
Le due caricano i resti sulla limousine sottratta ai nemici e si dirigono a Nocturnia, dove scoprono un altro covo. Bruciano la seconda limousine davanti all'albergo come messaggio provocatorio, eliminano altri quattro demoni e lasciano vivo il quinto con un avvertimento chiaro per Cronos: Aisha è viva, non è sola, e lo aspetta. Poi entrano nell'albergo, si appropriano delle stanze dei demoni e raccolgono telefoni, computer e documenti utili.
Il giorno dopo, l'articolo di Thamar su Nothing News le dipinge come "schegge impazzite", il che le diverte moltissimo. Decidono di personalizzare limousine ed elicottero con i loro nomi — "Aisha" e "Sylva" — con pennelli e vernice rossa, in chiave ironica e sfrontata. Nasce poi il piano per un summit a Salem: Aisha contatta sua sorella Alya, l'unica umana della città dei vampiri, per organizzare una conferenza stampa a mezzanotte davanti alla chiesa sconsacrata. Thamar verrà recuperata con l'elicottero dalla periferia di Land's End. L'obiettivo è dare visibilità a Salem, mandare un segnale al Metaverso intero e disorientare i nemici con mosse imprevedibili.
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