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Da Lumenforte a Urquhart

Cap. 10: Anya

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La troupe di Echoes of Emphatia atterra a Lumenforte il giorno dopo. Con Thamar c'è una novità: Selene come vice, e Aurora come nuova copilota — una ex militare precisa, efficiente e affidabile. Il messaggio è chiaro anche senza parole: il posto che Anya ha lasciato vuoto sull'elicottero è già stato occupato.

 

Thamar non la perdona. Cristoph nemmeno. Anya li vede lavorare, li serve a tavola con lo stesso sorriso rivolto a tutti, e non dice nulla. Sylvia la osserva e capisce che il modo migliore per aiutarla non è difenderla, ma farle capire che non ha bisogno di riconquistare un posto che non le apparteneva davvero. "Lascia perdere la troupe. Integrati con gli abitanti. Sii te stessa." Anya si toglie i jeans, si avvicina a un gruppo di ragazzi del paese e inizia a lavorare. Quella sera, qualcuno la chiama per nome e le chiede se può aiutare. Lei risponde di sì. Basta questo.

 

Nel frattempo, la macchina di Eclipse of Power si mette in moto. Lo spot della seconda puntata va in onda a mezzanotte su tutte le frequenze — austero, potente, inevitabile. A Bergderbil, Cronos sbatte il pugno sulla scrivania e incrina il marmo. Non riesce a bloccarlo.

 

Il giorno dopo, alle 23:00, il talk show va in onda tra le rovine di Lumenforte. Sedie in cerchio, macerie fumanti, Thamar al centro. Aisha e Sylvia da un lato, Lorin dall'altro. Le immagini dei bombardamenti, i simboli degli aerei abbattuti, i laboratori segreti, il documento con il piano di sterminio — tutto va in onda davanti al Metaverso intero. Cronos viene smascherato senza possibilità di replica.

 

Il colpo di scena finale è di Sylvia: chiede a Lorin di presentare tre persone che incarnano lo spirito di Lumenforte. Lorin sceglie Gianni, il contadino che ha perso tutto e continua a ricostruire. Marta, la soldatessa che ha disertato. E Anya. Anya che non si aspettava nulla, che si alza in piedi tra le macerie e si siede accanto agli altri due con una dignità guadagnata sul campo. Quando Thamar le pone la domanda, Anya risponde senza cercare approvazione: "Non importa dove fossi prima. Importa solo quello che faccio adesso."

 

Il mattino dopo la troupe parte. Gli abbracci sono calorosi — Aurora le stringe la mano con rispetto genuino. Thamar e Cristoph si congedano con un cenno freddo. Sylvia e Aisha lo notano, non lo dimenticano, ma non reagiscono. "Le daremo tempo."

 

Anya resta a Lumenforte. Non perché nessuno l'abbia invitata a tornare, ma perché ha scelto di restare. Sylvia e Aisha si fermeranno ancora qualche giorno — vogliono controllare che il castello sia sicuro — poi partiranno per il loro giro per i quadranti. Anya lo sa, e per la prima volta non ha paura di restare sola. Ha trovato il suo posto. Lo ha scelto lei.

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