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Da Lumenforte a Urquhart

Cap. 9: Il Prezzo della Verità

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Allo scoccare della mezzanotte, il segnale parte da Lumenforte verso Salem. Dorian e Kira oscurano le antenne di Bergderbil e la trasmissione di Eclipse of Power invade ogni frequenza del Metaverso. Thamar parla dal castello con voce grave e accusatoria, affiancata da Aisha e Sylvia. Le immagini sono potenti — il cimitero distrutto, Anya tra le rovine, i tre caccia ricostruiti in volo. Il finale lascia tutti in sospeso: l'appuntamento per la prossima puntata verrà comunicato solo un'ora prima.

 

Appena la trasmissione finisce, Aisha ordina a tutti di partire immediatamente. Ma quando l'elicottero si solleva, Anya si butta giù e sparisce nel buio. Non riesce a tornare a Land's End — non è più quella persona. Aisha e Sylvia la lasciano andare: in fondo, forse lo sapevano già.

 

L'elicottero sfugge per pochissimo a una formazione di dieci caccia del Mondo-Cardine che si abbatte su Lumenforte. Le bombe cadono sul villaggio. Aisha crolla — è colpa sua, quella gente pagava per le sue scelte. Sylvia la prende per mano e la trascina sul torrione del castello. Uniscono le mani, alzano le braccia verso il cielo, e in cinque minuti i dieci caccia sono rottami in fiamme.

 

Poi arrivano i demoni paracadutati, poi mille soldati del Mondo-Cardine. Aisha e Sylvia si trasformano in nebbia e lavorano per tre ore tra le macerie — proteggono gli anziani, liberano le famiglie prese in ostaggio, eliminano chi compie atti di violenza, risparmiano chi sembra ingannato. Alla fine: 865 eliminati, 85 neutralizzati e consegnati agli abitanti, tre frangitori tenuti in cella per i codici.

 

Nel mezzo del caos, Aurelian appare ad Aisha tra le macerie. Le mostra le anime di Lumenforte — luminose, al sicuro. "I demoni possono distruggere solo la carne, ma lo spirito risorgerà sempre." Aisha si rialza.

 

Nel castello trovano due laboratori chimici nascosti, droghe per rendere le persone docili o aggressive, documenti sui microchip e un piano dettagliato per trasformare Lumenforte nel quartier generale del dominio su tutto il Metaverso. La distruzione del villaggio non era una risposta alla trasmissione — era già nei piani.

 

Sylvia affida gli 85 soldati sopravvissuti al giovane leader di Lumenforte, Lorin, con un compito preciso: interrogarli uno per uno, non fargli del male, aspettare istruzioni. Quasi tutti si mostrano pentiti e inconsapevoli della verità. Nel giro di poche ore stanno già lavorando fianco a fianco agli abitanti per rimuovere le macerie.

 

Poi tocca ai tre frangitori in cella. Sylvia, con Anya come testimone silenziosa, li affronta uno alla volta dietro una scrivania — quasi burocratica nel metodo, quasi materna nel tono. Verifica che abbiano detto tutto, poi li prosciuga. Quando Aisha le chiede scherzando se se li sia bevuti tutti, Sylvia risponde con una scrollata di spalle: "Scusa, non l'ho fatto apposta." Nessuna delle due ci crede. Anya osserva e, alla fine, accetta.

 

Il capitolo si chiude con il ritorno delle tre a Lumenforte, dove gli ex soldati e gli abitanti lavorano insieme tra le rovine. E con l'articolo di Nothing News firmato Thamar, che pubblica tutto — le foto, i documenti dei laboratori, il piano di sterminio — e annuncia: "Questo è solo l'inizio."

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