
Sylvia Blake: l'Eredità del Sangue
Cap. 5: L'Abisso Eterno
La sera del loro ritrovamento, Sylvia ed Elena si siedono sul divano in perizoma e iniziano a inventare il nome per la loro agenzia. Proposta dopo proposta, tra risate e scartamenti, arrivano a Nightmare Hunters: Syl & El Investigations. Poi Elena rivede la decisione sul lavoro — non si licenzia, prende un anno di aspettativa senza stipendio. Mantiene il distintivo, rimane agente speciale con licenza di intervento. Più utile così, anche per l'agenzia.
Uscendo, incontrano per caso Natasha e Miriam. Le quattro finiscono a parlare e le vampire le portano all'Abisso Eterno — un locale underground riservato ai vampiri, dove gli umani entrano solo accompagnati. Tessere speciali, luci rosse e viola, musica pulsante, eleganza gotica ovunque. Prima di entrare, Sylvia ferma Elena sul marciapiede e le chiede un favore: vuole bere un calice di sangue, ma non vuole svenire davanti a tutti. "Potresti essere la mia complice? Possiamo andare in bagno." Elena: "Oddio, la regina dei vampiri sviene solo per me... è un piacere immenso." Il piano funziona — Sylvia sviene in bagno, si riprende, torna in pista come se niente fosse. Quella notte beve quattro calici in totale.
Il primo caso arriva via mail: animali domestici che spariscono nel parco di un quartiere. Incontro col signor Martin, sopralluogo notturno, banda di ladri organizzati smascherata. Elena usa il distintivo, fa scattare gli arresti. Thompson chiama per complimentarsi. Il nome Nightmare Hunters è già ufficioso.
Il secondo caso è il teatro. Una giovane attrice sviene sul palco tre volte, lo spettacolo rischia di saltare. Sylvia va di notte con Elena, sente la presenza, sviene anche lei. Lo spettro del vecchio regista indica lo scantinato — c'è un copione originale nascosto, sostituito da uno mediocre dal regista attuale. Il regista si rifiuta di cambiare. Il direttore non può intervenire. Soluzione di Sylvia: lascia che lo spettro entri nel suo corpo e diriga lui le prove. Elena nel frattempo raccoglie le prove, fa arrestare il regista per furto e frode. In due giorni di prove, la compagnia si trasforma. La sera della prima, il pubblico è in piedi. Sul palco, Sylvia allunga un braccio verso il fantasma invisibile e dedica il riconoscimento a chi ha scritto l'opera. Lo spettro si dissolve in luce. Prima di andare, rivela il suo nome: "Christopher Marlowe."
Il direttore raddoppia la parcella. Thompson invita entrambe a cena. A casa, in perizoma, Sylvia ed Elena aprono il conto societario — 80% all'agenzia, 20% personale, spese divise al 50%. Elena sogna un camper. Sylvia propone direttamente un castello. Ridono, si abbracciano, la giornata è luminosa.


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