
Sylvia Blake: l'Eredità del Sangue
Cap. 6: Il Morso della Vampira
Dopo la banca e un giro di shopping — due completi in latex comprati una per l'altra, con la sfida silenziosa su chi lo indossa meglio — la giornata prende una piega sempre più intensa. La serata porta al primo morso vero: Elena chiede a Sylvia di non trattenersi più. Sylvia esita, poi cede — un morso dolce, controllato, sulla vena del collo. Elena sviene subito dopo, non di dolore ma di pura intensità. Quando si riprende, vuole sentirlo ancora.
Il mattino porta il terzo caso. Prima ancora del caffè, Sylvia sente una presenza — una donna elegante, vestita bene, che si materializza nel salotto. Si chiama Margaret O'Neill. Riesce solo a dire il nome, il maniero lasciato al figlio, alcuni uomini sconosciuti, prima che il contatto si spezzi. Poco dopo, un ultimo sussurro arriva: "Roslin. Il Maniero di Ravenshire."
Stivali, jeans, giubbotti di pelle, pistola nei jeans ed Elena alla guida — perché lei è l'agente speciale raccomandato al SIS. Il maniero è nella campagna scozzese, imponente e silenzioso. Il padrone li fa entrare senza problemi. Troppo senza problemi. Domande vaghe, risposte evasive, qualcosa non torna — ma non abbastanza per capire cosa.
La sera dopo, nel giardino al crepuscolo, Margaret appare di nuovo — e con lei Henry, il vero padrone del maniero. Parla chiaro: Henry è stato ucciso, chi occupa il maniero è una banda criminale, la refurtiva di rapine a portavalori è nascosta lì. Spiegano ogni dettaglio, poi svaniscono.
Elena chiama Thompson. Cinque macchine della polizia e due cellulari arrivano nella notte. Scontro a fuoco, arresti, banda neutralizzata. Sylvia segue la percezione fino alla stanza dove la refurtiva è nascosta sotto una tavola del pavimento, la solleva con la forza del vampiro. Prima di andarsene per sempre, Henry indica la cassaforte dietro il dipinto nello studio: niente figli né nipoti, tutto lasciato a loro. Thompson commenta che Elena sta risolvendo più casi da quando è in congedo che l'intero dipartimento.
La serata di festeggiamenti finisce all'Abisso Eterno con Natasha, Miriam e McGregor. A casa, nella notte, Sylvia morde Elena una seconda volta — stavolta più consapevole, più libera, sapendo esattamente cosa sta regalando. Il mattino dopo, Elena non ricorda tutto, ma si sente incredibilmente bene.
Un caffè, una passeggiata per Edimburgo, shopping, cappuccini in una caffetteria con vista sulla strada. "Avevo davvero bisogno di questo." Sylvia la abbraccia: "Sarò sempre qui per te, in ogni momento, normale o no."


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