
Sylvia Blake: l'Eredità del Sangue
Cap. 15: Oltre il Velo della Realtà
Nel cuore della notte, Amara si alza dal letto come in trance. Si spoglia, apre una botola nascosta sotto un tappeto nel pianterreno e scende in una grotta. Dall'altra parte, oltre l'apertura della grotta, c'è l'oceano. Si tuffa e nuota finché le forze cedono. Sylvia si sveglia, scende, la trova svenuta e bagnata sul pavimento.
La grotta è asciutta. Nessun oceano. Eppure Amara era bagnata.
Dopo aver installato telecamere in ogni punto strategico, la notte successiva registrano tutto. Le immagini mostrano la verità: nella grotta si apre un portale — un vortice traslucido con il mare dall'altra parte. Amara vi si tuffa. Un'ora dopo il portale si riapre e un uomo alto, con il volto coperto, emerge portando Amara svenuta tra le braccia, la adagia a terra e scompare. La storia si ripete anche con Sylvia, che vive la stessa identica esperienza.
McGregor, al cimitero dei Covenanters, ascolta tutto e dà un nome: Aurelian. Nato prima dell'anno zero, ibrido come loro, avvistato raramente negli ultimi duemila anni. I poteri che possiede vanno oltre qualsiasi comprensione. La spiaggia che vedono potrebbe appartenere a un metaverso parallelo — un quadrante che non appartiene a questo mondo. Esiste un manoscritto che potrebbe svelare di più: si trova nell'abbazia di Blackwood, nelle colline scozzesi, custodito da un anziano vampiro di nome Bartholomew.
Decidono di trasferirsi temporaneamente a casa di Sylvia e di andare presto da Bartholomew. Il mistero non è risolto — ma ha un nome. E quel nome, Aurelian, cambia tutto.
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