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Sylvia Blake: l'Eredità del Sangue

Cap. 17: Quadrante 4: Illusione

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Sylvia si risveglia sola sulle Dune dell'Oblio — la stessa spiaggia dei rapimenti, stavolta senza Aurelian, senza Amara. Solo il silenzio e una campagna desolata che sembra non finire mai. Nel frattempo, al Loch Ness, Amara non si muove dalla riva.

 

Aurelian osserva Sylvia da lontano — duecento metri dietro di lei, invisibile. La segue in silenzio e la mette alla prova tre volte: le fa trovare cibo quando è affamata, ma lei lo dà a tre bambini fantasma che spariscono subito dopo. Le mette davanti un uomo che muore dissanguato, ma invece di bere Sylvia usa i propri vestiti per bendarlo. Poi compare una donna anziana infreddolita, e Sylvia le cede le pelli con cui si stava coprendo. La donna le consegna un sacchettino: "Aprilo quando sarà il momento." Poi sparisce, e Sylvia sviene — Aurelian era lì.

 

Natasha, Miriam e McGregor raggiungono Amara al lago nella notte. McGregor la guarda con una certezza che non ammette dubbi: "So chi è Aurelian. Se ha fatto questo, ha un progetto. Ritroverai Sylvia, te lo prometto."

 

Aurelian porta Sylvia nel Giardino del Risveglio — una radura incantevole con una casa su due piani, piscina, labirinto di siepi, una fontana. La adagia su una giostra con il sacchettino accanto. Poi torna al Loch Ness, chiama Amara per nome e la porta nel Quadrante 4 addormentata tra le sue braccia.

 

Le chiavi nel sacchettino — una con la lettera A, una con la S — aprono la porta che separa le due stanze. Sylvia gira la chiave, entra, e trova Amara. Si abbracciano senza parole. La casa era pensata per loro due.

 

Dopo giorni senza cibo, Sylvia saccheggia il frigorifero. Trovano venti bottiglie di sangue e venti di vino — e non si fanno pregare. Poi esplorano: uno studio con un computer che mostra una mappa del Metaverso Globale — quadranti numerati, il Quadrante 4 evidenziato come Illusione. Capiscono dove si trovano. Una biblioteca con i manoscritti di Aurelian. Una stanza con specchi e un tavolo al centro, dove le parole appaiono da sole: "Le risposte che cercate non sono tutte qui. Alcune verranno rivelate nel tempo."

 

Si raccontano tutto — i bambini, l'uomo ferito, la donna anziana, la disperazione di Amara al lago, lo svenimento al semaforo. Poi Sylvia chiede ad Amara com'è svenire — e Amara risponde con una sincerità che non aveva mai usato prima: "Mi ha mostrato che anche io posso essere sopraffatta. E non lo cambierei per nulla al mondo."

 

La notte, a mezzanotte, con la musica che riempie la stanza, Sylvia morde Amara. Per la prima volta, è Amara a svenire — di piacere, di intensità, di tutto quello che provano insieme. Si addormentano strette, nel Quadrante 4, a pochi passi dalla verità su Aurelian.

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